Castellana Grotte (fonte: Visual Puglia )
Castellana sorge nell’entroterra della provincia barese, a 290 metri sul livello dal mare, sul margine di una conca carsica chiusa. Caratterizzata da un tipo di economia a carattere agricolo e industriale, deve la sua vocazione turistica alle grotte, complesso speleologico di fama internazionale a pochi passi dal centro abitato. Le fonti storiche attestano la presenza del nucleo abitativo già nel X secolo, con la denominazione di Castellano, abbandonata per quella attuale a partire dal 1310. Il casale fu donato dal conte normanno Goffredo al monastero benedettino di Conversano, sotto la cui giurisdizione civile ed ecclesiastica rimase fino al Quattrocento. Acquisita dagli Orsini, Castellana fu data in dote alla figlia di Giovanni Antonio Orsini, in occasione del suo matrimonio con un esponente dei conti Acquaviva, il cui dominio durò fino al 1806. Nel XVI secolo la città incontrò un notevole sviluppo dovuto ad un consistente flusso di immigrazione. La trasformazione agraria avviata nel XVII secolo contribuì alla nascita di un ceto contadino e pose le basi per uno sviluppo economico fondato sullo sfruttamento della terra, con la coltivazione di vigne ed ulivi. Durante il secolo scorso, un ruolo importante nella vita economica e culturale di Castellana è stato rivestito dalla famiglia De Bellis, proprietaria di un’industria tessile e di una vinicola.
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Nella provincia di Brindisi pietre e costruzioni narrano le origini di questa terra. La via Appia e la via Traiana, che collegavano la città pugliese con Roma, hanno lasciato la loro impronta sul percorso delle strade moderne, che ne seguono il tracciato. La città, in cui morì Virgilio, ospita i resti di due colonne del II secolo a. C., che segnavano il termine della via Appia. L’impronta normanno - sveva e angioina prevale anche nelle zone interne della provincia e nella terra che fu dei Messapi, mentre diviene evidente nei castelli di Mesagne, Oria e Ceglie Messapica. In questa zona, accanto al paesaggio urbano, è di rilievo quello modellato dalla natura, con le gravine e le grotte scavate nei secoli dal paziente lavoro di erosione dei fiumi. Testimonianze rupestri della civiltà dei monaci basiliani si trovano nei dintorni di Ostuni. Le torri di avvistamento presenti lungo il litorale a nord di Brindisi ci parlano invece delle incursioni di pirati e saraceni, mentre sullo stesso tratto costiero è visibile la zona archeologica dell’antica città romana di Egnazia.
La valle d'Itria è caratterizzata da una vegetazione rigogliosa dominata dall'olivo, coltivato nelle terre delle masserie, le piccole fortezze in pietra di questa zona. Le coste sono contraddistinte da lunghi litorali sabbiosi, dune e riserve naturali protette.Molte le tracce delle antiche civiltà messapiche, i villaggi rupestri, i castelli e imperdibile l'effetto dei trulli costruiti con la tecnica della pietra a secco
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Popolazione fiera e particolarmente leale, i Messapi tra il IX - VII sec a.C costruirono numerosi centri abitati che fortificarono con mura gigantesche. Oria con il suo caratteristico castello e il borgo di Mesagne conservano testimonianze che permettono di ricostruire storia, usi e abitudini di questo popolo
La costa Brindisina è punteggiata di cittadine, raccolte attorno al borgo medievale, che si affacciano su candide spiagge e acque cristalline. Ne sono esempio Brindisi con il suo imponente castello che si erge dal mare, Carovigno dominata da Torre Guaceto e Ostuni, la bianca perla del Mediterraneo che, circondata dagli olivi e da una splendida spiaggia, custodisce un borgo antico indimenticabile
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.