Palagiano (fonte: Visual Puglia )
Sviluppatosi su di un’area pianeggiante attraversata dall’antica via Appia che collegava l’Oriente con Roma, è sito a Ovest di Taranto e a poca distanza dallo Ionio con il suo lungo arenile. Una pineta litoranea, dichiarata riserva naturale statale, cinge Palagiano sino al mare. Sembra fosse abitato già in epoca romana, come dimostrano alcuni reperti archeologici. La storia ne parla dal XII secolo, quando vi giunsero gli abitanti della vicina Mottola distrutta dai Normanni. Fu assoggettata al potere feudale dei Dapifero, dei Casamassima, dei Giordano, di Ugone Billotta e di Maria di Valois. Costituitasi come baronia, la città passò ai Capitignano, ai Lubelli, ai Caracciolo, ai Carmignano, ai Pappacoda e ai Cicinelli. Seguì sempre le vicende del vicino capoluogo. L’economia, nel corso dei secoli, si è sempre basata sull’agricoltura e sulla pastorizia. Le numerose masserie di Palagiano rappresentano così uno dei riferimenti esenziali dell’edilizia e dell’architettura rurale nonché segni tangibili del potere feudale nel territorio. Il centro antico comprende un quarto di tutta l’area urbanizzata ed è caratterizzato da strade strette, storte e lastricate con case basse e lineari.
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Nelle manifestazioni della civiltà rupestre e nella cultura greca si identificano le radici più antiche di Taranto e della sua provincia. Due civiltà che si svilupparono in modo mirabile in questa zona della Puglia meridionale, grazie alla conformazione del territorio che un tempo doveva essere ricco d’acqua e molto fertile, tanto da attirare l’interesse dei coloni greci che arrivarono nel 706 a.C. e fondarono Taranto. La presenza di corsi d’acqua, oggi sotterranei, è dimostrata anche dalle numerose grotte e insenature, prodotte dall’azione di erosione e diventate scenario ideale per lo sviluppo della civiltà rupestre, fenomeno presente un po’ in tutta la regione, ma che nel tarantino raggiunse forme mirabili. Oggi la provincia ha un aspetto più aspro nella parte interna e fondali sabbiosi e mare cristallino nell’area del Golfo di Taranto. Delle antiche civiltà resta il fascino di scenari favolosi ancora visibili e inseriti nello spettacolo della natura.
Nelle Murge tarantine si possono visitare profonde gravine scavate da antichi corsi d'acqua e un gran numero di grotte di origine carsica che ospitarono, fin dalla preistoria, una solida civiltà rupestre. Spesso rifugio per pastori e contadini, in epoca medievale queste stesse cavità furono scelte come abitazione e luogo di preghiera dai monaci basiliani. Tracce e testimonianze di insediamenti rupestri, villaggi ipogei e pareti affrescate, si possono ammirare nei dintorni di Mottola e Massafra
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Nelle zone dell'interno della provincia di Taranto, in paesaggi dominati dal verde delle coltivazioni dell'ulivo e dell'uva, sorgono numerosi piccoli centri urbani come Manduria o Grottaglie, che affondano le proprie radici della storia nei tempi antichi della civiltà messapica e che racchiudono nei loro territori parchi archeologici e naturalistici di grande interesse
La costiera Jonica è caratterizzata da spiagge larghe e un acqua limpida che dolcemente lascia spazio alle profondità marine. Sulla costiera sorgono città come Taranto, detta la 'città dei due mari' e Pulsano dalla spiccata vocazione turistica e dall'apprezzata cucina locale
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.