Una giornata dedicata al mondo marino ed agli ambienti umidi salentini: paludi salse, saline e garighe. Ritrovo a Porto Cesareo; visita al Museo di Biologia Marina (considerate le numerose richieste occorre prenotare la visita con due mesi di anticipo); uscita in mare con motobarca e visita dell'Isola dei Conigli; riconoscimento di alcune piante rare ed endemiche. Nel pomeriggio trasferimento ad una spiaggia attrezzata di Sant'Isidoro dove si potrà consumare la colazione a sacco, prendere il sole, fare il bagno.
Percorribilità
Pedonale - Ciclistico - Barca a vela
Periodo:
Marzo - Aprile - Maggio - Settembre - Ottobre
Consigli utili
La superficie dell’Area Marina Protetta è di 16.654 ettari con una linea di costa di cica 32 km. Il tratto più interessante è quello di Porto Cesareo – 18 km – e Nardò – 6 km. Caratteristica peculiare di questo tratto sono le formazioni di coralligeno e la numerosa presenza di alghe, spugne e antozoi che rendono affascinante il fondale con mille colori, ideale per le immersioni e la fotografia subacquea. Numerosi fenomeni di risorgenza idrica si manifestano in prossimità della costa dove si sviluppano zone umide peculiari sia per le loro caratteristiche fisiche che biologiche ed ecologiche: paludi salse e saline, doline carsiche note come "spunnulate". Esiste un'ampia varietà di ambienti umidi che accolgono comunità floristiche rare ed endemiche quali la Salicornia, vegetale commestibile usata negli antipasti, che cresce abbondante su vasti tappeti verdi. Alcuni di questi biotopi sono riconosciuti come zone protette, come la Salina di Torre Colimena, importante per lo stazionamento di uccelli migratori. Momenti caratterizzanti dell'itinerario sono l'uscita in motobarca nell'Area Marina Protetta di Porto Cesareo per lo studio dell'ecosistema marino e l'analisi dei fondali. Il Parco Marino ospita la cosiddetta prateria sommersa di fanerogame, cioè piante superiori che in tempi remoti hanno spostato il loro habitat dalla terra al mare. A questa verde prateria si contrappone l'esuberanza di forme del coralligeno, che predilige i fondali rocciosi.
Fonti: Agrintour Data aggiornamento: 09/08/2011
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.