Apricena è una cittadina di circa 13.500 abitanti, conosciuta soprattutto per l’esportazione della sua pietra: un carbonato di calcio dalle differenti sfumature che conta estimatori in tutto il mondo. Ma la storia di Apricena è antichissima, la sua fondazione risale presumibilmente al VI - VII secolo a.C. ad opera degli Illiri Dauni esuli dalla città di Uria, sommersa dal lago di Varano in seguito ad un’inondazione. In seguito alla conquista romana ritroviamo la città nel II sec a.C. col nome di Precina, toponimo che conservò fino a quando l’imperatore Federico II, affezionatissimo al luogo ed ai suoi abitanti, non la dichiarò demanio imperiale, mutandone il nome in Apricena per ricordare un sontuoso banchetto a base di cinghiale (aper) offertogli dagli abitanti del luogo. Fu completamente rasa al suolo dal tremendo terremoto del 1627 e ricostruita in soli tre anni dalla solerte popolazione. Sulle macerie della residenza federiciana (domus precinae) la famiglia dei principi Bancia edificò un castello situato al centro della città, oggi ben conservato, ma in attesa di un pubblico utilizzo. Altre tracce del periodo normanno-svevo sono la rocca di Castel Pagano, avamposto precedentemente bizantino, e il Pozzo Salso voluto dall’imperatore in persona e rimasto intatto fino ai giorni nostri.
Fonti: Redazione Magna Capitana Data aggiornamento: 03/09/2010
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