Da sempre meta di pellegrinaggi, il santuario di San Michele Arcangelo rappresenta da oltre quindici secoli un riferimento importante per tutto il mondo cristiano. Un insediamento in altura all'interno di uno scenario aspro e selvaggio che sicuramente ha contribuito ad enfatizzare nei secoli la diffusione del culto michaelico in Puglia, come del resto testimoniano ancora oggi le numerose grotte dedicate all'Arcangelo disseminate sul territorio (Orsara, Gravina, Minervino Murge, Cagnano Varano, Mottola, San Nicandro Garganico, Statte, Altamura, Putignano, Castellaneta). L’ingresso del santuario è collegato all’atrio interno attraverso una scalinata di 89 gradini: da qui, attraverso una porta in bronzo, si entra nella basilica costituita quasi per intero dall'antica grotta, luogo in cui, secondo la tradizione, l’Arcangelo Michele apparve per ben tre volte al vescovo di Siponto. Tutto il complesso è dominato dall’imponente campanile eretto nel 1274, alto 40 metri.
Cenni storici:
L'edificio fu eretto in epoca longobarda nel 493 dal vescovo di Siponto dinanzi alla caverna in cui, secondo tradizione, vi apparve l’Arcangelo Michele. Più volte distrutto dai Saraceni, subì nel corso del XIII secolo importanti rifacimenti ad opera di Carlo d'Angiò. ll santuario è stato visitato da papi, re, santi e rappresenta uno dei principali riferimenti della cristianità. Nel 1970 fu affidato ad un gruppo di monaci benedettini e, dal 1996, alla Congregazione di San Michele Arcangelo.
Opere principali:
Tra le opere presenti al suo interno, si segnalano il portale in bronzo del 1076 con scene del Vecchio e del Nuovo Testamento e una statua del XVI secolo realizzata da Andrea Sansovino raffigurante l'Arcangelo Michele nelle sembianze del Principe delle milizie celesti nell'atto di calpestare satana. L'interno della grotta è stato inoltre arricchito negli anni da numerosi altari, tra cui quello della Madonna del perpetuo soccorso risalente all’XI – XII secolo.
Ricorrenze:
Festa Dell’Arcangelo Michele (8 maggio e 29 settembre).
Il santuario, in passato tappa dell'antico tracciato conosciuto come Via Sacra Langobardorum che dall'Europa centro-settentrionale portava i pellegrini in Terrasanta, custodisce numerosissime tracce che denotano questa sua peculiarità: si tratta di iscrizioni runiche - le uniche sinora rintracciate su tutto il territorio italiano - antroponimi di pellegrini anglosassoni che visitarono il santuario tra la fine del VII e la metà dell’VIII secolo, a conferma dell’interesse dei popoli di stirpe germanica verso di esso.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 15/07/2010
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.