Sorto su di un alto sperone sul pendio del Monte Celano, a est di San Marco in Lamis, il santuario di San Matteo costituiva una tappa obbligata per i pellegrini in viaggio verso Monte Sant’Angelo. Costruito durante il dominio longobardo, nel VI secolo, il primo nome fu dedicato a San Giovanni Battista, in seguito a San Giovanni in Lamis e solo in seguito a San Matteo. Importante centro benedettino, dominò con la propria influenza l’intera Capitanata. Dal 1311 al 1578 divenne convento cistercense e, infine, passò sotto il controllo dei frati francescani, che lo reggono ancora oggi. Nella chiesa, ricostruita nel 1906, è conservato un dente dell’apostolo evangelista San Matteo. La prima destinazione del complesso conventuale era quella di ospizio. Attualmente invece alcuni dei suoi spazi sono stati destinati a Museo, biblioteca e ad un centro studi di notevole interesse storico culturale.
Cenni storici:
Nel 1578 il Convento della baronia di San Giovanni in Lamis fu concesso dall’abate Vincenzo Carafa ai frati minori, assumendo la nuova denominazione di Convento di S. Matteo.
Opere principali:
La biblioteca del convento custodisce preziosi incunaboli, cinquecentine e intere sezioni di opere francescane. Sono, inoltre, conservati oggetti sacri dal Cinquecento al Novecento, arredi, reliquiari e dipinti dal Seicento all’Ottocento. Di notevole pregio, un Lapidarium medievale con epigrafi del IX secolo, oltre a reperti archeologici del Paleolitico.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 15/07/2010
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.