L'Abbazia e Chiesa di San Leonardo di Lama Volara detta di Siponto, lungo la strada statale 89 che da Foggia porta alla montagna sacra, il Gargano, dista 10 Km da Manfredonia, nelle vicinanze dell'antico Vescovado di Siponto inizialmente insediamento romano e successivamente bizantino.
La Chiesa è a tre navate con arcate ricadenti su semipilastri e pilastri cruciformi, la navata centrale è coperta da due cupole disuguali. All'esterno la facciata occidentale presenta un portale che ha una semplice sagoma architravata, sormontata da una lunetta non decorata conclusa da un archivolto. Sulla facciata laterale rivolta a nord c'è uno splendido portale (tra i più belli del romanico-pugliese) che molto probabilmente è stato costruito in un secondo momento, forse in epoca sveva. Le decorazioni di questo portale richiamano quelle di Santa Maria di Pulsano, altro antico monastero garganico. Alcuni affreschi e scudi crociati teutonici dell'interno ci riportano alla metà del secolo XIII, quando vi giunsero i frati dell’Ordine Teutonico di Santa Maria di Prussia. Nella volta centrale troviamo un piccolo rosone (foro gnomonico) che il 21 giugno d’ogni anno da circa 10 secoli scandisce attraverso gli undici “petali” l’ingresso del sole nel cancro in pratica il solstizio d’estate. Alle ore 12 ora solare, il sole arriva nel punto più alto dell’emisfero e un fascio di luce disegna al centro dei due pilastri una corona luminosa in senso orario.
Cenni storici:
Il complesso monastico è stato fondato tra XI e XII secolo dai Canonici Regolari di Sant'Agostino come ricovero, per i pellegrini che si recavano al Santuario dell'Arcangelo Michele e per i cavalieri crociati che s'imbarcavano per la terra Santa. Nel 1261 fu affidato da Papa Alessandro IV ai Cavalieri Teutonici, i quali ne fecero il centro delle loro attività in Puglia e rimasero sino agli anni Ottanta del 1400. Gli scudi crociati di questi frati guerrieri sono ancora visibili all'interno della chiesa. Nel 1810 l'Abbazia fu soppressa da Gioacchino Murat ed è stata riaperta al culto solo nel 1950 sotto la tutela della diocesi di Manferdonia.
Opere principali:
Il Crocifisso Il pregevole Crocifisso di San Leonardo, di metri 2,44 d’altezza per metri 2,20 di larghezza, è forse il più antico tra i numerosi Crocifissi venerati sul Gargano. L'opera funge da ponte tra le icone con pittura e tecniche orientali e quello delle sculture nordiche d'Oltralpe, introdotte in Puglia prima da normanni e svevi e poi dagli angioini. La commistione delle due culture diede vita ad una scuola di artisti locali che, con mezzi e tecniche proprie, originarono a loro volta una scuola di intarsiatori, ricordati anche nel X secolo da Floriano da Reims in un'opera in versi.
Portale Laterale Nella parte più esterna due colonne poggiano sul dorso di due leoni stilofori che reggono, a loro volta, due animali alati che sostengono l'archivolto. Il leone di destra addenta una figura umana (il peccatore) che gli afferra una zampa in atteggiamento supplichevole; il leone di sinistra, mutilato, da quanto s'intuisce dai resti sembra addentare un serpente. Gli stipiti e le cornici del portale, dell'arco e della lunetta sono scolpiti con ornamenti vegetali, zoomorfi e antropomorfi. I due capitelli interni sono costituiti da due blocchi trapezoidali con sculture aneddotiche. Nella lunetta è raffigurato Gesù benedicente in mandorla tenuto da due angeli. Nel frontone, tra il portale ed il baldacchino, si trovano due figure maschili scolpite a mezzo rilievo. Quella di sinistra rappresenta Sant'Agostino o San Giacomo, ma potrebbe trattarsi anche di un personaggio laico perché non è visibile un'aureola. Quella di destra, con cappuccio sulla testa, un libro in mano ed una catena, raffigura San Leonardo. Tra i due santi molto probabilmente stava una Vergine con Bambino.
Fonti: sanleonardodisiponto.it, garganonline.net Data aggiornamento: 20/07/2010
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.