Il Museo è sito nelle sale dell'omonimo Palazzo in stile neoclassico, e raccoglie pregiati esemplari dei più noti ceramografi e pittori greci e apuli. Nella prima sala sono conservate terracotte figurate e architettoniche, trozzelle daunie e vasi a vernice nera con decorazione sovraddipinta. Nella seconda sala si può osservare il grande cratere a mascheroni con la raffigurazione del mito della morte dei Niobidi, opera del pittore di Baltimora. La terza sala è nota per essere "la stanza dei rhità", boccali con decorazione plastica a forma di anomali, vanto del Museo per numero e varietà. Nell'ultima sala è collocato il più importante vaso della collezione: il cratere a volume attico, a figure rosse, del pittore Talos, datato nell'ultimo quarto del secolo V a. C.
Architettura:
Attualmente il Palazzo è diviso in quattro appartamentim dei quali due affacciano sulle scale principali e sono ancora di proprietà della famiglia Jatta. La parte visitabile corrisponde al lato di rappresentanza, adibita in passato all'accoglienza degli ospiti, in cui ancora si conserva una pinacoteca, parte dell'arredo originale, le tappezzerie, le decorazioni e i pavimenti dell'epoca. Sono aperte al pubblico otto stanze: l'ingresso, la cappella, il salottino, la camera da letto, la biblioteca, la camera da pranzo, il salone da ballo e la galleria degli antenati.
Cenni storici:
Il Palazzo Jatta fu fatto costruito in stile neoclassico intorno al 1844 dall'architetto bitontino Luigi Castellucci, per volere di Giovanni Jatta Senior (1767 – 1844) e di sua cognata Giulia Viesti (1795-1848). Per molti anni fu la residenza del nipote Giovanni Jatta Junior (1832 – 1895) e della sua numerosa famiglia.
Dalla domenica al mercoledì dalle ore 8.30 alle13.30, compresi i festivi infrasettimanali; Il giovedì, venerdì e sabato dalle 8.30 alle 19.30. Chiusura 25 dicembre e 1 gennaio.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 28/09/2009
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.