Istituito nel 1884 con l'intento di ospitare i numerosi reperti provenienti dagli scavi cittadini, il museo archeologico provinciale intitolato a Francesco Ribezzo, studioso di civiltà messapica, diventa ben presto punto di riferimento per l'archeologia locale, promuovendo diverse campagne di scavo e contribuendo allo sviluppo della ricerca archeologica subacquea, con indagini rivolte soprattutto al litorale brindisino. La nuova sede museale, inaugurata nei primi mesi del 2009, si sviluppa attraverso un percorso di visita che, dal porticato esterno, snodandosi su due piani e conduce il visitatore alla scoperta delle civiltà che si sono susseguite nell'occupazione del territorio, dalla preistoria sino al periodo romano. Di particolare pregio, oltre alla vastissima collezione di ceramiche a figure rosse e nere, gli straordinari bronzi ritrovati nel 1992 nelle acque di Punta del Serrone.
Collezioni:
La sezione epigrafica è costituita da iscrizioni redatte in lingua latina. La collezione statuaria comprende togati e loricati e figure femminili dal I sec. a.C. al II sec. d.C. e si è arricchita di statue romane rinvenute nel centro storico cittadino; la sezione antiquaria conserva vasi d'importazione greca e vasellame di produzione locale databili tra il VII e il III sec. a.C. La sezione preistorica raggruppa vari reperti ritrovati durante gli scavi effettuati sul territorio. La sezione subacquea ospita due statue in bronzo rinvenute a largo di Brindisi.
Opere principali:
Notevoli alcuni balsamari e urne cinerarie del II-III sec. d.C. e alcune statuette in bronzo di produzione italica del III-II sec. a.C
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 07/05/2009
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.