In Puglia così come in tutte le aree a forte vocazione agricola, il fabbro ha svolto per secoli il ruolo di artigiano “funzionale” a cui si demandava la fabbricazione degli attrezzi e degli strumenti usati in agricoltura e nei mestieri ad essa legati. L'utilizzo del ferro battuto per irrobustire e abbellire i palazzi e le chiese è sorto solo in un secondo tempo, ed è da questo nuovo utilizzo che l'attuale tradizione del ferro battuto pugliese trae origine. Nel panorama regionale, alcune zone si impongono per la qualità dei loro manufatti: nel foggiano si impongono Mattinata e Cerignola, dove vengono prodotti oggetti soprattutto di uso domestico e soprammobili; nel barese, invece, Gravina in Puglia si è specializzata nella creazione di oggetti artistici e piccole statue; nel salento, infine, dove l'attività degli artigiani, dediti soprattutto alla creazione di candelieri anche molto elaborati, di lampioni e grate è stata influenzata dalla tradizione artistica del barocco. Ancora oggi, svariati sono gli utilizzi del ferro battuto, nei decori e nelle casellature delle facciate di molti palazzi aristocratici, oltre che in vere e proprie opere d’arte come candelieri, lampade, lampadari, testate di letti, grate e balaustre.
La lavorazione artigianale del ferro battuto, diffusa specialmente nella provincia di Lecce anche in ragione dell'utilizzo del prodotto quale elemento decorativo del gusto barocco, ha conosciuto nel corso dei secoli poche variazioni . Recentemente riscoperta e rivalutata, quest'arte dà al salento il primato in campo nazionale. I maestri artigiani sfruttano la duttilità a caldo del ferro, plasmandolo e trasformandolo fino ad ottenere oggetti dalle fogge più disparate.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 14/07/2010
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.