Il nome di Vernole deriva dal latino “vernula” che significa paesano o indigeno. I primi insediamenti della zona risalgono all’ epoca preistorica e sono testimoniati dalla presenza di menhir, specchie e pagliari. Nella zona di San Pietro, nelle vicinanze della frazione di Acaya, sono state individuate alcune grotte con tracce di graffiti. Dal X secolo a.C. il territorio di Vernole è stato abitato dai Messapi che costruirono in tutta la zona numerose fortificazioni. Il centro urbano del paese si sviluppò nell’ Alto Medioevo, quando le popolazioni costiere si rifugiarono sulle colline per sfuggire alle invasioni e alle razzie dei saraceni. Numerose le testimonianze legate alla lavorazione della pietra e all’ architettura a secco giunte fino ai nostri giorni: dai menhir alle specchie, ai pagliari, fino al castello di Acaya, alle masserie fortificate, ai frantoi ipogei, ai palmenti.
Il territorio di Vernole consente di ammirare numerosi manufatti, di diverse epoche, testimoni dell’utilizzo della pietra e della sua trasformazione ad opera dell’uomo. Meritevole di una visita l’imponente Castello di Acaya risalente al 1535 a struttura trapezioidale, munito da torri e bastioni e circondato da un fossato. Strutture tipiche del territorio, le masserie, quasi tutte fortificate, erano centri di produzione e commercio di prodotti agricoli, strutture di difesa contro i saraceni, torri di avvistamento. Tra le masserie da visitare: la masseria Avarella, la masseria Li Candi e la masseria Cesine. Caratteristici anche i frantoi ipogei, veri e propri monumenti dell’ingegno e della fatica dell’uomo, ancor’oggi in grado di funzionare. Nelle vicinanze si trova la riserva naturale “le Cesine”, zona umida di interesse internazionale caratterizzata dalla presenza di numerose specie vegetali e animali, sia stanziali che migratorie.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 10/09/2010
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.