È un formaggio semiduro con crosta sottile, liscia e di marcato colore paglierino. Presenta una pasta compatta con lievissima occhiatura bianca e un giallo paglierino meno intenso di quello della crosta. Di sapore dolce e delicato quando è giovane, si carica di piccante in maturazione avanzata, comunque aromatico e fusibile in bocca. Il nome deriva dalla tecnica di stagionatura a coppie, “a cavallo” di un sostegno orizzontale.
Abbinamenti - Come si consuma:
I vini da accompagnare al caciocavallo tenero, sulle tonalità del bianco, sono: Cirò classico rosso, Aglianico del Vulture, Orvieto classico (abboccato) e Chardonnay. Con il caciocavallo stagionato sono ideali Falanghina e Rosè di Riviera.
Come si Produce:
Ha forma ovale o conica, con testina o senza, con insenature dipendenti dalla posizione dei legacci posti per la stagionatura.
Quando si Trova:
Tutto l’anno
Note:
L’aggettivo silano si riferisce alla tradizionale zona di produzione e di consumo, in seguito estesa anche alle aree caratterizzate da razze bovine autoctone.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 14/07/2010
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.