Questo palazzo fa parte delle proprietà della famiglia Rocci, alla quale appartenne quasi tutto l’isolato. Attualmente ha qui sede il Comune, vicino all'ex palazzo Arlotta. Grazie al passaggio di proprietà del 2-1-1779, tra Giuseppe Rocci e Girolamo Massa, sono oggi noti l'aspetto ed il contenuto dell’edificio nel XVIII secolo. All'epoca erano presenti più di quindici stanze, cantine, un trappeto ed una splendida loggia scoperta, in cui c’erano circa settanta quadri, carrozze, cortili coperti, una stalla ed un pozzo. Il Palazzo di Città presenta ancora nell’ingresso sud una scala che si biforca in due bracci decorati con la raffigurazione di S. Giuseppe e la nascita di Gesù.
Cenni storici:
Ereditato dalla famiglia Manieri di Nardò, il palazzo divenne proprietà degli Arlotta, che valorizzarono l’accesso su via Garibaldi, costruendo un elegante prospetto neo classico. In seguito l’edificio passò ai Doxi-Stracca ed ai Balsamo. Alla fine dell’Ottocento, dopo il passaggio di proprietà da Pasquale Personè all’Amministrazione Comunale il 26-6-1887, l’edificio subì restauri radicali.
Da non Perdere:
Da notare inoltre l'epigrafe marmorea sul prospetto dell'attuale municipio, che ricorda l'istituzione della festa del XX settembre proposta in parlamento dal deputato di Gallipoli Nicola Vischi.
Il palazzo conteneva circa settanta quadri distribuiti in più di quindici stanze ed inoltre aveva una loggia scoperta, colonne, cantine, trappeto, carrozze, cortili coperti, stalla, un pozzo, una pila.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 31/03/2009
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.