Il palazzo del Tribunale fu realizzato sul finire del '700 a spese della Municipilità, per dare una sede consona alla Regia Udienza. Per la costruzione del palazzo fu adoperato in ampia misura materiale edilizio di risulta proveniente dalla fortezza svevo angioina, ridotta ad una cava a cielo aperto dalla quale attingere materiale previa regolare autorizzazione. Dall'aspetto imponente, il palazzo del Tribunale è uno dei maggiori esempi del risveglio edilizio che accompagnò Lucera nel corso del '700, iniziato durante il dominio austriaco e proseguito sotto quello borbonico. Il palazzo, dopo aver ospitato per un breve periodo la Regia Udienza, fu designato ad ospitare il Tribunale di Capitanata. L'abolizione della Regia Udienza fu decretata nel 1808 dall'allora re di Napoli Giuseppe Bonaparte, fratello dell'imperatore dei francesi Napoleone, che riordinò l'organizzazione giudiziaria del regno. Lucera, privata del titolo di capoluogo di provincia in favore di Foggia, vide riconfermato - con il decreto napoleonico che istituiva a Lucera il tribunale della Capitanata - la sua antica tradizione giuridica risalente al XIV secolo in età angioina. La presenza del tribunale a Lucera fu confermata da Ferdinando IV di Borbone, che creò a Lucera anche la Gran Corte Criminale, e con la legge del 20 novembre 1861, dai Savoia con l'avvento dell'unità d'Italia.
Cenni storici:
Il tribunale a Lucera amministrò giustizia ininterrottamente sino al 1923, quando un regio decreto firmato dall'allora presidente del Consiglio Benito Mussolini spostò la sede del tribunale da Lucera a Foggia. L'assenza del tribunale a Lucera fu però di breve durata. Nel 1938, infatti, a Lucera fu ripristinato il tribunale con una giurisdizione ridotta però solo ad una parte della provincia di Foggia comprendente il Subappennino Dauno, l'Alto Tavoliere e parte del Gargano.
Collezioni:
Il palazzo del Tribunale, nel suo ingresso di piazza dei Saraceni, ospita la sezione dell'Archivio di Stato di Lucera che conserva documenti importantissimi per la comprensione della storia della città e della Capitanata. L'archivio connta documenti autentici come bolle papali risalenti all'Età Moderna. Fra i tanti fondi dell'archivio di grande interesse storico quello della Gran Corte Criminale. Questo fondo raccoglie le sentenze dei processi legati al brigantaggio che imperversò in Capitanata sia in età murattiana che all'indomani dell'unità d'Italia assumendo i contorni di una sorta di guerra civile che vide cruenti scontri fra i reparti militari del neonato Regno d'Italia e le bande di briganti fedeli alla vecchia dinastia dei Borboni.
Fonti: Redazione Magna Capitana Data aggiornamento: 12/11/2008
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.