Sorto tra il X e l’XI secolo, sui resti di un tempio greco del V secolo a.C., il complesso monastico di San Domenico conserva ancora oggi i segni del suo prestigioso passato. Durante i restauri e la campagna di scavo archeologico realizzati tra il 1992 ed il 1993, sono stati ritrovati resti di colonne di età classica. Molti sono gli stili artistici che si sono sovrapposti nei secoli: ad elementi romanici si affiancano archetti gotici. Il chiostro, invece, è stato ristrutturato tra il XVII e il XVIII secolo. La struttura architettonica, comunque, nel suo complesso è della metà del XIV secolo. Le trasformazioni di maggiore impatto risalgono alla conversione del complesso in caserma di cavalleria, sotto la dominazione francese in età murattiana, e alla successiva assegnazione della sede al Comando della Regia Guardia di Finanza, in seguito all’unità d’Italia. Attualmente si possono ammirare la facciata gotica con bifore ogivali lateralmente al portale da cui si accede al chiostro settecentesco. Il complesso è oggi sede della Soprintendenza ai Beni archeologici della Puglia e ospita mostre temporanee di interesse archeologico e storico artistico.
Cenni storici:
L’ex complesso conventuale di San Domenico è sorto intorno al X-XI secolo nell’area dove in epoca bizantina c’era l’insediamento monastico di S. Pietro Imperiale. La chiesa annessa al complesso è del 1302, è stata realizzata dal nobile Giovanni Taurisano ed è stata retta dai Domenicani dal 1315. Il Convento, così come lo vediamo oggi, risale invece al XIV secolo. Nel 1806, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi, il convento è stato trasformato in caserma ad opera dei francesi.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 10/09/2009
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.