Il palazzo troneggia in piazza Duomo con il suo prospetto realizzato nell’Ottocento, maestoso ma semplice nel suo rigoroso stile neoclassico. Imponente è il portale d’ingresso circondato da quattro colonne di stile dorico, tipiche del periodo. Superato l’ingresso monumentale si entra in un’ampia corte interna dalla quale si accede al vecchio ingresso seicentesco del palazzo. La facciata, dalla quale sporge una sobria balconata, è abbellita da elementi figurativi e bucrani, resi più visibili da un recentissimo intervento di restauro. Nella sale interne il palazzo presenta bellissimi affreschi neoclassici; a pian terreno è presente una biblioteca molto ben fornita in cui fanno bella mostra di sé pergamene del ‘700 sulla storia della famiglia Cavalli, fra le più importanti della città durante tutto l’Ottocento e la prima metà del Novecento. Imparentata con Antonio Salandra, la famiglia Cavalli rappresenta un tipico esempio di borghesia umanistica. Molti dei suoi esponenti infatti furono medici, avvocati, funzionari statali, e ufficiali di carriera, come il generale Ettore Cavalli che fu anche fra i maggiori matematici e studiosi di balistica applicata nel campo dell’artiglieria del suo tempo.
Architettura:
L'edificio è dotato di una facciata improntata al classicismo di fine Ottocento
Cenni storici:
Il palazzo non fu sempre di proprietà della famiglia Cavalli. Infatti il nucleo originario del ‘600, ampliato nel corso del ‘700, apparteneva agli Spatafora famiglia patrizia di origini antichissime risalenti al medioevo con Basilio Spataforus (esarca inviato in Sicilia dall’imperatore di Costantinopoli Isacco Comneno). Come sottolinea lo studioso Dionisio Morlacco nel suo volume “Dimore gentilizie a Lucera”, passato dagli Spatafora alla famiglia Giordano Lanza il palazzo fu acquistato nel 1845 dalla famiglia Cavalli che tuttora ne detiene la proprietà.
Fonti: Redazione Magna Capitana Data aggiornamento: 18/11/2008
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.