La Settimana Santa tarantina si articola in tre processioni successive. Nel primo pomeriggio del Giovedì Santo, coppie di confratelli (perdùne) si dirigono in pellegrinaggio, con passo lento e dondolante (nazzecate), dalla chiesa del Carmine ai sepolcri allestiti nelle principali chiese della città dove, per l'occasione, gli altari vengono inondati di fiori ed ornamenti funebri in memoria del sepolcro di Gesù. La tradizione vuole che i sepolcri vengano visitati sempre in numero dispari. A mezzanotte dello stesso giorno prende il via, dalla chiesa di San Domenico Maggiore, la Processione dell’Addolorata (a cura della Confraternita di Maria SS. Addolorata). Scandita dal suono della troccola (strumento ligneo chre regola il ritmo della processione) e da struggenti marce funebri, vede sfilare per tutta la notte, nel simbolico viaggio di ricerca che la Madre compie verso il Figlio, la statua dell'Addolorata e dodici coppie di perdoni recanti una corona di sterpi, in ricordo della corona di spine di Gesù. Nel tardo pomeriggio del Venerdì ha inizio la Processione dei Misteri (a cura della Confraternita di Maria SS. Del Carmine), caratterizzata dal susseguirsi di sei gruppi statuari portati a spalla per tutta la notte: aperta dal troccolante, vede sfilare, in lenta successione, il Gonfalone (bandiera nera simbolo del Carmine) la Croce dei Misteri, le statue di Cristo all'Orto, Cristo alla Colonna, l'Hecce Homo, la Cascata, il Crocifisso, la Sacra Sindone, Gesù morto e l'Addolorata. Accompagnato da marce funebri attraverso le vie del borgo, il corteo farà rientro nella chiesa del Carmine solo all'alba del mattino seguente quando, in un commovente cerimoniale, il più atteso, il troccolante si avvicinerà al portone della chiesa per bussarvi tre volte con il bordone (il bastone che porta nella mano sinistra), facendovi finalmente rientro, tra gli applausi della gente.
Storia dell'evento:
I riti risalgono all'epoca della dominazione spagnola nell'Italia meridionale e sono stati introdotti a Taranto dal patrizio Don Diego Calò che, sul finire del XVII secolo, commissionò a maestranze napoletane le statue di Gesù Morto e dell'Addolorata.
Il privilegio di portare le insegne processionali viene conquistato dai membri delle due confraternite con cifre da capogiro attraverso un'asta, nel giorno della Domenica delle Palme. Le prime aste risalirebbero alla metà dell'Ottocento. Le regole tuttavia sono sempre le stesse: vietata la partecipazione delle donne, anche se consorelle, vietato l'ingresso a chi non è membro della confraternita.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 09/03/2011
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.