L'8 maggio e il 29 settembre si rievocano con solenni processioni e pellegrinaggi al santuario di San Michele, l'apparizione dell'Arcangelo Michele nella grotta. Il pellegrinaggio è caratterizzato da cortei di devoti con stendardi, bandiere e crocifissi provenienti da molti centri della Puglia e da altre regioni italiane. Alcuni fedeli si esprimono in pratiche rituali solenni: sul piazzale antistante l’edificio, infatti, si trovano i "mmazzaredde", ciuffi di aghi di pino legati con nastri a una croce di bastoni, in ricordo dell’episodio della visita di S. Francesco (rimasto all'esterno ritenendosi “non degno di entrare in quel sacro luogo") il quale - si tramanda - staccò un ramo di pino per farne un bastone. Il rituale della visita consiste nell’incidere le proprie iniziali o l’impronta di una mano sulle pareti della grotta. Sono state rinvenute numerose iscrizioni di varie epoche con i nomi di pellegrini preceduti da una croce. Tra i pellegrini celebri: Ottone III, Enrico II, Federico II di Svevia, e numerosi pontefici tra i quali Giovanni Paolo II.
Storia dell'evento:
La festa dell'apparizione di San Michele fu istituita dal papa Pio V (1566- 1572). Dal 13 luglio 1996 i Padri della Congregazione di San Michele Arcangelo hanno assunto ufficialmente la cura del Santuario di S. Michele, sostituendo i PP. Benedettini verginiani dopo 25 anni di fruttuoso servizio.
E' noto che quello di San Michele era nel Medio Evo uno dei grandi santuari della cristianità insieme a San Giacomo di Compostela, le tombe degli apostoli a Roma ed il Sepolcro di Gesù in Terra Santa. I Longobardi furono i più fedeli ed entusiasti devoti di San Michele e diffusori del suo culto in tutta Europa. La grotta ed il santuario rientrano in quel percorso di devozione che prende il nome di Via Sacra Langobardorum.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 03/06/2009
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.