La sera del 28 giugno, con una processione al calare del sole, si apre la festa. In questo giorno, fino a tempi non molto lontani, i tarantati convenivano da diverse parti del Salento, a rinnovare la “grazia” ricevuta. Le pratiche devozionali e gli antichi culti hanno lasciato spazio a festeggiamenti che conservano il sapore della tradizione. Nei giorni della festa dei Santi Pietro e Paolo le vie di Galatina si colorano dei prodotti tipici del Salento. Il 29 Giugno, per tutto il giorno, suonano le bande musicali, e la sera, in Piazza San Pietro, si può assistere ad un concerto di lirica. La serata si conclude con fuochi d’artificio.
Cosa comperare:
I prodotti tipici salentini e gli oggetti di artigianato (da non perdere il tradizionale Tamburello). Per i più golosi, tra la vasta scelta di pasticceria, segnaliamo il clasicco Paticciotto.
Curiosità:
La Cappella delle Tarantate si trova in Via Garibaldi, sotto il settecentesco Palazzo Congedo. Interessante la tela, poco leggibile, raffigurante San Paolo.
Storia dell'evento:
Secondo la storia i due santi fecero tappa a Galatina durante un loro viaggio di evangelizzazione. Si narra che Pietro si sia fermato nel podere “Pisanello”, in contrada San Vito, come punto di appoggio provvisorio. Per questo motivo i galatinesi scelsero Pietro come protettore. A lui fu dedicata la Chiesa Madre. L'apostolo Paolo fu ospitato da un religioso galatinese nella propria casa. Quella dimora venne in seguito edificata a cappella chiamata la Chiesetta di San Paolo.
Storia del Santo Patrono:
Secondo la tradizione i Santi Pietro e Paolo fecero tappa a Galatina durante i loro viaggi di evangelizzazione. I galatinesi scelsero l’apostolo San Pietro come protettore; a lui fu dedicata la Chiesa Matrice e la città prese il nome di “San Pietro in Galatina” (poi, col tempo, si chiamò soltanto Galatina). L’apostolo Paolo fu ospitato da un religioso galatinese nella propria casa, dove poi venne edificata una cappella, oggi chiamata la Chiesetta di San Paolo. In quella casa esisteva un pozzo, la cui acqua aveva il potere di guarire quanti venivano morsicati da animali velenosi.
La leggenda narra che all'interno della chiesa di San Paolo esisteva un pozzo la cui acqua aveva il potere di guarire quanti venivano morsicati da animali velenosi e in particolare dalle tarantole (in dialetto, "Tarante"). Dopo aver attinto l’acqua miracolosa ed averne bevuta tanta da vomitarla, il “tarantato” si poteva considerare guarito.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 09/01/2008
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.