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Festa patronale di San Potito martire

Festa Patronale di S. Potito

La festa invernale si caratterizza per lo sparo del Ciuccio di San Potito, una sagoma  di asino in cartapesta imbottito di fuochi d’artificio che viene acceso sulla via principale del centro storico della città della Daunia.  La celebrazione del Santo si replica durante il periodo estivo. Ogni anno la data della festa estiva cambia, anche se vengono sempre individuati giorni della seconda decade di agosto. La devozione al santo martire si fa risalire ad un episodio leggendario vissuto da un mulattiere di Tricarico.

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Contattiespandi/comprimi

Indirizzo: Via Torre Arsa, 3 - 71022
Comune: Ascoli Satriano
Provincia: Foggia
Telefono: (+39)0885652811
Fax: (+39)0885652830
Sito web: www.comune.ascolisatriano.fg.it

Caratteristicheespandi/comprimi

Storia del Santo Patrono:

Secondo le fonti agiografiche, Potito, originario dell'odierna Sofia, era figlio di un ricco pagano. Grazie alla sua fede in Cristo liberò dal demonio la figlia dell' Imperatore Antonino. dopo aver subito torture fu decapitato e sepolto nei paludosi dintorni del torrente Carapelle.
Secondo la tradizione ascolana, Potito sarebbe nato proprio ad Ascoli Satriano, dove la comunità cristiana locale lo venerò subito come un Santo.


Altre informazioniespandi/comprimi

Periodo di apertura: La festa di San Potito viene celebrata il 14 gennaio.
La festa estiva, invece, non ha una data precisa, di solito viene organizzata durante la settimana di Ferragosto.

Approfondimentoespandi/comprimi

La leggenda narra di un mulattiere di Tricarico che si dirigeva verso Ascoli Satriano. Un asino della sua carovana, stanco per il lungo viaggio e per il pesante carico che trasportava, affondò nel fango della palude presso il torrente Carapelle. Il mulattiere, adirato, trasferì il carico su  un'altra bestia e, senza perdere altro tempo, ammazzò l'asino. Ma, da buon commerciante, ebbe cura di scuoiarlo per vendere la sua pelle. Prima di rimettersi in cammino, rivolse una preghiera a San Potito, che si diceva martirizzato in quella località. Percorso un tratto di strada, il mulattiere sentì i ragli lamentosi del suo asino. Impressionato dal fenomeno tornò indietro e vide la bestia scuoiata venirgli incontro. Felice del recupero della bestia, le rimise addosso la pelle ma a rovescio. L'asino, così conciato, lo guidò nuovamente sulla palude dove era risorto miracolosamente. Il mulattiere, convinto di trovarsi di fronte ad un evento straordinario iniziò a scavare, pregando, tra i fanghi della mefite, dai quali affiorò il corpo intatto di un adolescente. Certo di aver scoperto il corpo di San Potito, il mulattiere compose degnamente le sacre spoglie, che portò a Tricarico dove vennero esposte per la venerazione dei fedeli.

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Fonti: Redazione Magna Capitana
Data aggiornamento: 10/08/2009