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Corteo Storico

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Il “Corteo storico itinerante Normanno-Svevo-Angioino” è la rievocazione dell’evento più importante della lunga storia di Accadia: l’assedio del 1462 ad opera dell’esercito aragonese.
Fiera e orgogliosa, la città si oppose all’esercito di Re Ferrante d’Aragona, che la distrusse dopo 19 giorni di assedio, punendola per la sua fedeltà al casato d’Angiò. Lo stesso Ferrante restò ammirato dal coraggio degli assediati. Un episodio talmente significativo per la città da essere ricordato ancora oggi in una rappresentazione storica: figuranti in costumi medievali, cavalieri e sbandieratori, sfilano per vie principali del paese ricordando i momenti più importanti dell’assedio conclusosi il 9 agosto.

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Contattiespandi/comprimi

Indirizzo: Piazza Ferro, 1 - 71021
Comune: Accadia
Provincia: Foggia
Telefono: (+39)0881981012
Sito web: www.accadia.net

Caratteristicheespandi/comprimi

Curiosità:

L’episodio è stato riprodotto su due dei sei riquadri in bronzo della porta del Maschio Angioino di Napoli. Negli ultimi due pannelli è infatti raffigurata l’eroica resistenza di Accadia durante e dopo l’attacco aragonese. Fu lo stesso Ferrante a volerne la realizzazione dopo la vittoria, di fatto riconoscendo il valore degli Accadiesi. Il 12 agosto del 1987 sulla Fontana Monumentale del paese sono stati apposti due pannelli in bronzo che riproducono uno dei due napoletani, mentre un altro in marmo si trova sulla Torre dell’Orologio.


Personaggi storici:

Il sovrano aragonese si accampò a poca distanza dalla città e inviò degli emissari per trattare la resa. Affidò il messaggio a una lettera da consegnare all’unico che sapesse leggere, il cancelliere Ranuccio Zannella. Fu proprio Zannella a esortare gli Accadiesi a resistere al nemico e a lui è oggi intitolata la strada d’ingresso al Rione “Fossi”, l'antico borgo.


Storia dell'evento:

Re Ferrante d’Aragona, vittima di una congiura ordita da alcuni baroni del regno (a capo dei quali c’era il principe di Taranto), i quali avevano offerto la corona al duca Giovanni D’Angiò, mosse guerra contro i ribelli distruggendo e depredando uno a uno i loro feudi. Nel 1462 il re cercò di espugnare tutti i castelli del suo rivale, dalla Campania all’Irpinia, fino a Grottaminarda, da cui poi partì in direzione di Accadia allo scopo di riconquistare la Puglia. Ma Accadia oppose un’eroica resistenza, confidando nell’aiuto degli Angioini.


Altre informazioniespandi/comprimi

Periodo di apertura: La data dell’evento è fissata di anno in anno tra il 9 e il 19 agosto. Quest'anno si svolge il 14 agosto.

Approfondimentoespandi/comprimi

Il diciassettesimo giorno di assedio cominciò il bombardamento da parte dell’artiglieria aragonese. La prima bomba colpì il campanile della chiesa matrice, poi restaurato nel 1533. Successive bombarde abbatterono le mura d’ingresso, compresa la porta di Capo, e la torre quadrata. Dal varco entrò il nemico che saccheggiò e distrusse il borgo dandolo alle fiamme.

Fonti: Redazione Magna Capitana
Data aggiornamento: 16/06/2010