Su di una collina a 130 metri sul livello del mare sorge il borgo medievale di Specchia, a circa 20 chilometri da Leuca, la punta più estrema del Salento e a circa 50 chilometri da Lecce. Ammesso dal 2004 al Club “I Borghi più belli d’Italia”, conserva un centro storico altamente suggestivo e pressocchè inalterato nel suo originario impianto medievale fatto di scalinate, corti, vicoli, case imbiancate a calce. Il suo nome deriva dalle “specchie”, cumuli di pietre a secco, usati prevalentemente come sepolcri di eroi morti in battaglia o come torri di vedetta o di avvistamento. Si fa risalire l’origine di Specchia al IX secolo, quando alcuni contadini e pastori, per difendersi dalle incursioni saracene, scelsero questa collina strategica per la facile difesa, grazie alle grotte e al terreno carsico. Per migliorare le strutture difensive s’iniziò a costruire un muro di recinzione con torri e fortificazioni militari, i cui resti erano ancora visibili nel 1931. Sebbene assorbite nelle vicine costruzioni, oggi restano ancora due delle torri a pianta rettangolare costruite nel Quattrocento. Si iniziano ad avere documenti che testimoniano l’esistenza del nucleo urbano dopo il Mille, sotto i Normanni, quando Tancredi lo unì al territorio di Lecce e nel 1191 circa lo diede in feudo ai Monteroni. Ramondello Orsini Del Balzo lo acquisì nel 1319, unendone le vicende al principato di Taranto fino al 1463. Da quel momento divenne proprietà demaniale, poi di Ferdinando d’Aragona che lo trasmise ai Guarini. Vari feudatari si susseguirono fino al 1806, ma la famiglia più ricordata e stimata è ancora quella di Nicolò Ripa, notaio di Federico II.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 17/11/2010
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.