Le fosse occupano un'area di 26.000 mq in prossimità del centro urbano. La fossa è costituita da una cavità a forma di campana ricavata nel terreno sotto il livello stradale al fine di conservare cereali, mandorle, fave e semi di lino. Le pareti interne venivano tinteggiate a latte di calce al fine di evitare il contatto diretto del prodotto con il terreno. Esternamente la fossa presenta un cordolo in pietra locale rozzamente lavorata che ne delimita l'apertura e la protegge dalle infiltrazioni di acqua piovana. La fossa è chiusa, infine, da assi di legno ricoperti a loro volta da un cumulo di terra per il deflusso dell'acqua piovana. L'ultimo elemento tipico della fossa è costituito da un cippo di pietra alto in media 90 cm, su cui venivano scolpite le iniziali del proprietario e il numero progressivo della fossa.
Cenni storici:
Sebbene non esistano dati certi, si ritiene che un piccolo numero di esse risalgano all'età romana, mentre la maggior parte risale al periodo successivo al medioevo. Considerata, pertanto, la loro elevata valenza storica, dal 1982 sono soggette ad un vincolo di tutela emanato dalla Sovrintendenza per i Beni Artistici, Archeologici e Storici della Puglia.
Fonti: Redazione Magna Capitana Data aggiornamento: 28/06/2010
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.