Centro agricolo in prossimità della Serra dei San Crispieri, Faggiano prende il suo nome da un bosco di faggi che sembra circondasse anticamente il territorio, sebbene un’altra interpretazione vuole che derivi dalla parola latina “fagus”, per via della notevole tradizione gastronomica locale. I boschi circostanti invitano ancora oggi a perdersi nelle sue varietà naturalistiche, dove non è raro imbattersi in specie faunistiche in via di estinzione. Vaste e numerose le coltivazioni del suo agro, da cui l’ottima produzione di vino, olio, frumento e fichi. Casale povero e scarsamente popolato del XIII secolo, diventò un fiorente ed importante centro dell’Albania Salentina nel XV secolo. Nel tempo fu feudo di nobili famiglie della zona, dai Muscettola ai Piscicell, per diventare infine nel periodo napoleonico comune autonomo.
Da non perdere il presepe vivente e la calata dei magi (24 dicembre e 6 gennaio), rappresentazione in costume ambientata ai piedi della collina tra grotte ed ulivi secolari; la festa di San Ciro, il 31 gennaio, con degustazione di prodotti tipici, tra cui le “feddarosse”, fette di pane arrostito condito con olio e pomodori e accensione di falò in piazza. Da visitare la cripta di San Teodoro, risalente all’XI secolo, scavata nel tufo ed originariamente decorata da affreschi databili tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo, esposti nella Pinacoteca Provinciale di Bari; la chiesa Matrice del 1500, dedicata a Maria SS. Annunziata, l’antica chiesa di Santa Maria di Costantinopoli e l’austero castello di San Crispieri, eretto in età tardo-rinascimentale.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 01/09/2010
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.