La chiesa matrice mostra oggi le sue forme barocche risalenti al XVIII secolo ma trova le sue origini in un edificio del 1571 semplice ed elegante, del quale conserva ancora traccia nella parte posteriore, nella cornice perimetrale e nelle finestre monofore del transetto. La facciata barocca, impreziosita dal maestoso portale in bronzo, riprende la divisione interna delle tre navate, di cui quella centrale con grande copertura a botte. Oltre a quella verso il patrono San Vito Martire, una speciale devozione è rivolta all'icona della Madre di Dio Nicopeia, generatrice di Vittorie, consacrata il 25 marzo 1995 dal Patriarca di Venezia. Il 30 dicembre 1998, Papa Giovanni Paolo II ha proclamato la Chiesa Basilica Pontificia.
Cenni storici:
Nel 1571 i Sanvitesi, tornati incolumi dalla battaglia di Lepanto, vollero partecipare attivamente al completamento della nuova Chiesa Matrice, le cui fondamenta erano state poste nell'agosto di quell’anno.Nel 1595, terminata l’attuale parte absidale ed il transetto, il nuovo tempio fu aperto al pubblico e dedicato a santa Maria della Vittoria a ricordo dell’episodio di Lepanto. Venne terminata nei primi del sec. XVII; venne ampliata e ristrutturata ne 1778.
Opere principali:
La tela di Santa Maria della Vittoria, del sec. XVI, di scuola veneta; la Nascita della Vergine, attribuibile a fra Giacomo da San Vito (1667), la Crocifissione dipinta da Giuseppe Candida nel 1750, l'Ultima Cena, di Paolo De Maio (1777); il Giudizio Universale dipinto da Barnaba Zizzi nel 1816. Maestosa, la settecentesca cassa d'organo; le sedici sculture lignee con rappresentazione della Passione, risalente al periodo tra la fine del XVIII e i primi del XIX sec. Notevole il reliquiario argenteo di San Vito, del 1758, di manifattura napoletana.
Stile:
L’edificio presenta un impianto a croce latina con tre navate, transetto ed un profondo presbiterio. La navata sinistra si sviluppa con cinque campate coperte ad ombrello su base ottagonale mentre quella destra, dopo la prima campata a crociera, presenta la seconda ad ombrello ed in successione altre tre campate a crociera.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 01/07/2010
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.