Le sue origini sono antichissime e lo conferma anche la lapide situata sull’abside. Per tanti anni fu lasciata in assoluto abbandono, fino al restauro nel 1724. Nace probabilmente come tomba a camera di età ellenistica, solo più tardi convertita in chiesa. L'originaria costruzione, in cui sarebbe da ravvisare l’unico esempio di tomba a camera superstite nell’area archeologica di Manduria, si compone del dromos scalinato, di un piccolo corridoio coperto a semibotte e di un vano quadrangolare contrapposto. Di tipo rupestre, la chiesetta è databile all’VIII e IX secolo d.C. ed è completa di cripta; ha una pianta a due navate, con due absidi divise tra loro da una fila di tre pilastri. Lungo i lati sono presenti nicchie tutte affrescate, ridipinte nel XIX secolo che abbelliscono le pareti. La chiesa superiore è datata al X-XII sec. d.C. e fu fatta restaurare nel 1724 dal Vescovo di Oria, mons. Labanchi, come testimonia l’iscrizione dipinta collocata sull’abside di fronte all’ingresso. Nel 1972 sono state scoperte alcune sepolture medievali sotto il pavimento.
Cenni storici:
Stile:
Il corridoio fu ampliato ad est ed ovest ai fini religiosi, trasformato in una cripta centrale di schema bizantino; la cappella certamente separata da una iconostasi lignea, isolando, di fianco, a sud, il vano originario della tomba classica. I diversi ambienti della cripta presentano delle nicchie affrescate, ridipinte in modo vistoso probabilmente nel XIX secolo.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 30/10/2008
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.