Già nell’antichità, grazie alla via Traiana, Brindisi vantava un ruolo determinante nel sistema viario pugliese, quale snodo fondamentale tra Roma e l’Oriente per i commerci e per i pellegrinaggi. La splendida chiesa di Santa Maria del Casale, punto di contatto delle comunicazioni con l’Oriente, è un interessante edificio religioso costruito tra il 1300 e il 1310. Questo notevole esempio di architettura di transizione tra il romanico ed il gotico, sorge sul luogo in cui si trovava un’antica cappella, con un’icona molto venerata della Madonna col Bambino.
Si presume che l’attuale chiesa, realizzata in età angioina, sia stata commissionata dal principe di Taranto, Filippo. Resta traccia dell’esistenza dell’edificio negli atti di un importante processo ai Cavalieri Templari, qui tenuto. L’ingresso è arricchito da un protiro pensile e l’interno presenta una navata unica. Sono conservati affreschi bizantini, tra cui sono molto interessanti l'Annunciazione, l'Albero della Croce, la Vergine col Bambino e Sante, la Natività, Cristo in trono, scene delle Passione e del Giudizio Universale. All’interno è custodita una colonna marmorea con una croce del IX secolo.
Cenni storici:
La chiesa è stata realizzata tra il 1300 ed il 1310. Si conservano molti documenti relativi alla chiesa, risalenti al Trecento, in cui l'edificio è individuato come cancelleria per i processi contro i Templari. Durante l’Ottocento è diventata una caserma militare e, nel 1875, dopo aver recuperato la propria destinazione religiosa, monumento nazionale.
Da non Perdere:
Di sicuro impatto visivo ed emotivo è la rappresentazione del Giudizio Universale nella controfacciata, realizzato all’inizio del XIV secolo da Rinaldo da Taranto. Essa rappresenta l’opera decorativa maggiormente conosciuta dell’intera chiesa. Si sviluppa in quattro fasce orizzontali, interrotte al centro delle parti inferiori solo dall’ingresso. Emerge su tutto la Deesis, cioè la raffigurazione di Cristo in trono con Maria e il Battista che intercedono per i peccatori.
Opere principali:
Molto importante è il ruolo della decorazione, che si doveva estendere sulle imponenti pareti. Nel linguaggio iconografico usato si richiama la nuova estetica aristotelica. Nella grande Allegoria del Giglio Angiolo si evince il ruolo ed il prestigio dei Principi di Taranto. Negli affreschi con la Vergine, il Bambino e i Cavalieri, commissionati dai Della Marra e dai Di Tocco, si nota l’importanza assunta dalla chiesa quale Santuario e meta di pellegrinaggio nel percorso tra Santiago di Compostela e Gerusalemme.
Stile:
Il complesso architettonico della chiesa presenta il prospetto frontale con sezione a capanna, interrotta da quattro sottili lesene che imprimono slancio alla facciata e si integrano perfettamente con l’alternanza cromatica creata dai diversi materiali costruttivi usati: pietra bianca e carparo. All’interno la struttura comprende il chiostro, realizzato tra il 1568 ed il 1638 il dai frati Minori Osservanti, grazie ad un dono dell'Arcivescovo Giovanni Carlo Bovio. La chiesa, con pianta a croce latina, presenta abside e transetto. Sono quasi totalmente assenti elementi decorativi scultorei.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 01/07/2010
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.