La facciata della chiesa, concava, con gradinata, incompleta nella parte superiore, richiama la struttura ellittica che costituisce uno dei motivi ricorrenti di molte chiese foggiane costruite nel '700 e una delle linee di ricerca spaziale dell'architettura barocca. Anche la chiesa di S. Domenico fu infatti ricostruita in forme barocche dopo il terremoto del 1731, certamente dopo il 1742. L'opera di costruzione dovette durare a lungo se ancora agli inizi dell'Ottocento la decorazione interna era pressochè inesistente, essendo "rimasta rustica e bisognosa di stucchi". Imponente e tecnicamente ardita la cupola. Le pareti del presbiterio e i riquadri della navata sono stati dipinti a fresco dall'artista foggiano Antonio La Piccirella tra il 1898 e il 1899. L'altare maggiore, della metà del '700, proviene da un'altra chiesa foggiana chiusa al culto. Vi si conservano alcune pregevoli sculture lignee (il Crocifisso, San Gioacchino).
Fonti: Redazione Magna Capitana Data aggiornamento: 15/07/2010
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.