La parte inferiore della facciata, delimitata dal bellissimo zooforo marcapiano, è tutto ciò che Foggia conserva (insieme al portale del Palazzo di Federico II e a pochi altri elementi scultorei), della produzione di quella grande scuola di architetti-scultori che fino a tutta la metà del Duecento fecero di Foggia un centro irradiatore per tutto il Regno Meridionale di moduli stilistici altamente innovativi. Simile ad altre chiese romaniche della Capitanata, presenta le caratteristiche arcatelle poggianti su lesene con alti capitelli. Rispetto ad altre però la cattedrale foggiana ha una ornamentazione più ricca. Negli spazi delle due arcate che affiancano il portale ricorrono motivi pisani, quali le bifore cieche, con davanzale sporgente. Molto interessante è anche il cornicione fortemente aggettante (con numerosi elementi simbolici romanici rivisitati in chiave protogotica), che dilaga in parte anche sulle pareti laterali, da alcuni studiosi attribuito a Bartolomeo da Foggia, il protomagistro che nel 1223 attese alla costruzione del Palazzo di Federico II. Altri elementi scultorei medievali, databili alla prima metà del XIII secolo, si ritrovano sul portale detto di San Martino (parete laterale a sinistra di chi guarda la facciata), venuto alla luce dopo alcuni lavori di restauro. Quasi corpo a se stante rispetto all'intera costruzione si presenta invece il campanile, innalzato nella seconda metà del '700. È una splendida sintesi di elementi rinascimentali, barocchi e neoclassici. L'interno della Cattedrale, a unica, ampia navata (in antico erano tre), con due cappelle laterali, riflette l'impostazione barocca complessiva data al Tempio a partire dalla fine del XVII sec., ben prima, cioè del terremoto del 1731.
Cenni storici:
La costruzione si deve a Guglielmo il Buono, che nel 1179 (o 1172) fece ampliare la primitiva chiesa di Santa Maria fatta costruire da Roberto il Guiscardo, duca di Puglia, per custodire e venerare la sacra immagine della Madonna dei Sette Veli. La Cattedrale così come si presenta oggi è il frutto di una serie di interventi edilizi culminati con la costruzione del campanile nel XVIII secolo. Molto gravi i danni subiti dalla Cattedrale con il sisma del 1731 nell'intervento ricostruttivo però furono recuperati fregi e motivi decorativi in pietra medioevali che fanno ancora oggi bella mostra di sè sulla facciata.
Da non Perdere:
Nella cripta e, in particolare, nei quattro splendidi capitelli che sormontano altrettante colonne di mandorlato garganico, su cui poggia miracolosamente tutto il transetto, c'è la mano di un grande maestro, quel Nicola di Bartolomeo da Foggia autore dell'ambone del duomo di Ravello e del ritratto di Sigilgaita Rufolo che segnano lo spartiacque tra l'arte antica e la nascita dell'arte italiana. Sempre nella cripta, l'abside centrale presenta un pregevole dipinto a fresco, Cristo Pantocratore benedicente, del XIV sec. di grande bellezza con caratteristiche tipiche dell'iconografia bizantina ed influssi dell'arte angioina.
Opere principali:
Troviamo opere di alcuni dei più insigni artisti napoletani del '700. Di Francesco De Mura è il grande telero La moltiplicazione dei pani, firmato e datato 1771, collocato sulla controfacciata (in Episcopio si trova anche il bozzetto preparatorio). Sugli altari della navata, di rilievo, una di fronte all'altra, due statue lignee di Giacomo Colombo: l'Immacolata e il S. Giuseppe. Nel transetto, da un lato (a sinistra rispetto all'ingresso), vi è l'altare detto della Pietà, con il dipinto firmato e datato 1741 da Paolo De Maio (1703-1784), allievo di Francesco Solimena, che ripete lo schema iconografico del compianto della Madonna sul Cristo morto. Sull'altare di fronte, dedicato ai santi Protettori della città, Guglielmo e Pellegrino, vi è una bella tela raffigurante S. Pellegrino morente sorretto dal padre, S. Guglielmo, recentemente attribuita a Giacinto Diano, seguace del De Mura.
Ricorrenze:
Le celebrazioni festive dedicate all’ Iconavetere si svolgono due volte all’anno: dal 20 al 22 marzo per ricordare le apparizioni avvenute nel secolo XVIII, e dal 13 al 16 agosto per ricordare il rinvenimento dell’Iconavetere.
Stile:
Nella Cattedrale di Foggia, stratificate con felice sintesi, troverete numerose espressioni della cultura artistica, dal romanico al gotico al barocco al neoclassico.
Fonti: Redazione Magna Capitana Data aggiornamento: 23/12/2010
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.