Il Castello Svevo di Manfredonia, come altri castelli pugliesi, è stato ampliato e trasformato nel corso dei secoli ed oggi, per quanto il suo stile evidenzi un tratto architettonico tipico delle costruzioni sveve, con la sua storia testimonia l'avvicendarsi di dinastie e dominazioni. Il castello è caratterizzato da uno stile architettonico svevo, derivante dalla regolarità geometrica e dalla linearità dell'intera struttura. La fortezza è oggi la sede del museo archeologico nazionale di Manfredonia, dove è possibile visitare diverse esposizioni che propongono i reperti archeologici di origine neolitica.
Cenni storici:
I primi documenti rinvenuti che citano la presenza del castello di Manfredonia sono attribuiti a Carlo I D'Angiò (fine XIII secolo), ma non si esclude che la costruzione della fortificazione sia avvenuta già con Manfredi, figlio naturale di Federico II. Con gli Aragonesi, invece, nella seconda metà del XV secolo il castello viene nuovamente trasformato, grazie alla realizzazione di quattro torrioni cilindrici, al fine di rendere la struttura più efficace per la difesa contro gli attacchi nemici.
Curiosità:
Tra il seicento e il settecento il castello fu adibito a carcere. Sui muri di alcune delle sue stanze sono ancora leggibili le scritte lasciate dai carcerati dell'epoca.
Da non Perdere:
Da visitare il museo archeologico nazionale collocato all'interno del castello, dove sono esposti interessanti reperti archeologici e neolitici e collezioni di lastre sepolcrali risalenti al VII-VI secolo a.C., ritrovate nei paesi limitrofi.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 23/02/2009
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.