La storia del castello di Otranto è legata soprattutto al triste episodio dell'assedio dei turchi del 1480, in seguito al quale gli Aragonesi decisero di ampliare la struttura difensiva esistente con i torrioni dotati di cannoniere. Da roccaforte difensiva, oggi è divenuto contenitore di cultura e conoscenza attraverso eventi e mostre, anche a carattere internazionale. I turisti possono ammirare diversi particolari architettonici come le torri nominate Alfonsina, Duchessa e Ippolita e il bastione detto Punta di Diamante e la Sala Triangolare realizzata in base a tecniche difensive innovative che ne fanno uno degli esempi più importanti per l’architettura militare dell’epoca.
Cenni storici:
La guerra di Otranto del 1480-81, i cui principali protagonisti sono il generale turco Gedik Achmet Pascià e don Alfonso Duca di Calabria, segnò il destino del castello di Otranto che, grazie all'intervento di Alfonso d'Aragona, fu completamente fortificato per consentire alla città di difendersi adeguatamente in caso di ulteriori attacchi nemici.
Curiosità:
In occasione della battaglia di Otranto il comandante turco Achmet Pascià fece decapitare ottocento cittadini sul colle della Minerva, in seguito alla imposizione di scegliere tra la fede musulmana o la morte. I morti furono subito nominati martiri dalla chiesa e i loro resti sono custoditi nella vicina Cattedrale di Santa Maria.
Da non Perdere:
Dopo la visita al castello da non perdere la cattedrale di Otranto, dove sono conservati i teschi dei cittadini decapitati durante la battaglia del 1480.
Fonti: A cura della redazione Data aggiornamento: 05/04/2012
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.