Di impianto altomedievale, corrisponde al “castellum quod dicitur Besti” citato in una pergamena del 1059, redatta in occasione del Concilio di Melfi. Intorno al 1240 fu ripristinato da Federico II di Svevia nell’ambito del programma di fortificazione della costa pugliese, da sempre protetta dal mare, ma ad esso anche ampiamente esposta. L’attività di potenziamento militare era strettamente controllata dallo stesso imperatore svevo attraverso lo Statutum de reparatione castrorum, che prevedeva la divisione delle strutture castellari in Castrum e Rocche (che avevano una funzione militare) e Palatium e Domus solaciorum (case di svago). Il Castello di Vieste, che rientra dunque fra le strutture con funzione spiccatamente difensiva, fu profondamente modificato nella prima metà del XVI secolo dall’intervento spagnolo. I resti della fortificazione sveva furono inglobati nella nuova architettura, fino a perdere quasi del tutto l’impronta duecentesca.
Cenni storici:
Durante le lotte tra il Papato e Federico II, il castello subì notevoli danni da parte dei Veneziani. Si vuole che lo stesso Imperatore accorse a Vieste e si preoccupò immediatamente di riedificarlo e ampliarlo, di rinforzare le mura della città e di restaurare anche la Cattedrale. Nei secc. XV e XVI resistette alla furia devastatrice di Acmet Pascià e Draguth Rais, ma nel 1646 col terribile terremoto, crollò gran parte di esso.
Architettura:
Il Castello, massiccia costruzione fatta edificare dagli Svevi è a pianta triangolare, corredata agli spigoli (Nord Est ed Ovest) di tre bastioni a punta di lancia , a Sud, invece, si erge a strapiombo sulle rocce calcaree della costa.
Curiosità:
Ulteriori danni furono inferti all'alba del 24 maggio 1915, all'inizio delle ostilità con l'Austria, quando fu cannoneggiato dal cacciatorpediniere Lika. Successivamente lo stesso cacciatorpediniere, insieme all'incrociatore Helgoland, rivolse i cannoni contro il cacciatorpediniere Turbine, accorso in aiuto di Vieste, affondandolo a poche miglia dalla città. Il castello è utilizzato attualmente come sede della Marina Militare.
Da non Perdere:
Centro storico Santuario di Merino Cattedrale
Fonti: Mirabilia Data aggiornamento: 17/06/2011
Progetto realizzato in collaborazione con InnovaPuglia.