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Castello di Deliceto

Castello Ducale

Nel corso dei secoli ha ospitato signori normanni, svevi, angioini, aragonesi, subendo notevoli trasformazioni, ma conservando un ruolo più strategico e militare piuttosto che di dimora feudale e signorile. Nel suo complesso, infatti, è privo di particolari elementi architettonici decorativi, tipici delle residenze nobiliari.Dichiarato monumento nazionale nel 1902, è il monumento più emblematico e caratterizzante del borgo.
Il mastio, conosciuto come Torrione, dall’alto dei suoi trenta metri, è la parte più imponente della costruzione. Orientato verso il paese, è di forma prismatica a pianta quadrata, con feritoie e angoli scolpiti con pietre bugnate e pareti molto spesse. Anticamente era circondato da un fossato ed accessibile tramite un ponte levatoio. Edificato sulla roccia, presenta quattro piani sovrapposti, di cui due con volta a sesto acuto e due ricavate da un rialzo con pavimentazione in legno.
La parte superiore era destinata al signore del castello, in particolare prima della realizzazione dell’ala di sud-est con i nuovi alloggi destinati al feudatario. Era accessibile tramite un unico ingresso, chiuso dall’interno tramite argani o funi in caso di pericoli. I camini in pietra incassati nel muro sono quelli originali. Le altre due torri, la torre Molo e la torre Parasinno, entrambe di forma tronco-conica e certamente posteriori, sono unite da un camminamento ancor oggi percorribile. I sotterranei della torre Parasinno erano destinati a prigione e a sala di tortura. Ed in effetti essa deve il suo nome al termine arabo parasin (ladrone); in essa la tradizione racconta che si trovasse il Mulino a rasoi, uno terribile strumento di morte utilizzato soprattutto contro i saraceni che si erano resi colpevoli di furti o altri reati. 
Sul vasto cortile al centro del castello, costruito in mattoni a disposti a spina di pesce e da ciottoli irregolari, si affacciano tutti gli alloggi riservati al signore, alla sua corte, ai militi e alla servitù.

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Contattiespandi/comprimi

Indirizzo: Via Castello - 71026
Comune: Deliceto
Provincia: Foggia

Caratteristicheespandi/comprimi

Cenni storici:

Il primo documento che attesta l’esistenza del castello è un atto di donazione di Tristaino da Deliceto del 1073. Tuttavia in molti avanzano l’ipotesi che i longobardi già nel IX sec. edificarono un primo nucleo del castello, se non in completamente in muratura, anche con altri materiali più deperibili, anticipando la sua fondazione e, probabilmente, di Deliceto, di circa 2 secoli.
E’ tuttavia molto probabile che la popolazione sparsa nel territorio si sia riunita attorno al castello, edificando abitazioni civili che costituirono il primo nucleo del paese.


Architettura:

Di forma trapezoidale, è disposto su due livelli, con tre torri e un vasto cortile interno. L’intero edificio è costruito con pietre calcaree della zona, unite da un intreccio irregolare; le volte e gli archi interni sono invece costruiti con mattoni giallo-ocra.
La cortina tra le Torri Molo e Parasinno, percorribile, misura 55 mt., quella di sud-est, sul filo del precipizio, 66 mt. Tra le altre due cortine si erge la torre normanna.


Curiosità:

Sul portale interno d’accesso all’aula magna sono incise due mezzelune. Se per alcuni storici sono elementi dello stemma dei Piccolomini, altri, invece, li identificano con la mezzaluna longobarda dei duchi di Benevento, recuperati della prima costruzione e inseriti in quel contesto in un momento successivo. Questo confermerebbe l’origine longobarda dell’intero complesso e la sua datazione a due secoli prima rispetto a quella finora accertata (IX secolo).
In prossimità della Torre Molo è visibile l’antico portale di ingresso del Castello, probabilmente violato dai saraceni.


Da non Perdere:

Da non perdere i camminamenti tra le cortine e una sosta sulle Torri, da cui è possibile scorgere l’intero panorama circostante.


Altre informazioniespandi/comprimi

Periodo di apertura: In questi giorni sono in fase di ultimazione i lavori di ristrutturazione e di restauro dell’intero edificio, che dovrebbe essere riaperto al pubblico entro il 2008.
Tipologia ingresso: Gratuito

Approfondimentoespandi/comprimi

Al centro del cortile vi è una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana con un boccale di forma ottagonale e due neviere. Riempite con neve fresca durante l’inverno, le neviere anticamente rappresentavano l’unica possibilità di ottenere, nei periodi caldi, bevande o cibi freddi o di poter refrigerare e conservare più a lungo cibi deperibili.

Fonti: Redazione Magna Capitana
Data aggiornamento: 16/09/2008